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| Sintetica
esposizione del contesto socio-economico dell'area di
intervento del Patto |
Il territorio interessato dal patto territoriale
"Messina Verdemare" è costituito
dal Capoluogo, dalle località dei versante
Peloritano dai Patti dei Gallo-Niceto , del Longano-Mela
e dai comuni di Brolo, Capo d'Orlando, Condrò
e Tripi.
La dimensione demografica dei comuni è
mediamente ridotta: da un lato il capoluogo, con
una popolazione di 272 mila abitanti (il 40% della
popolazione provinciale) e i due centri di Milazzo
e Barcellona Pozzo di Gotto (che si collocano
nella classe di ampiezza demografica tra i 30
e i 50 mila abitanti), dall'altro comuni al di
sotto dei 15 mila residenti, e solo 21 oltre i
5 mila abitanti.
In sintesi, il 27% della popolazione risiede
in piccolissimi centri (fina a 5 mila abitanti),
laddove tale quota è pari all'11 % in provincia
di Palermo, al 5% in provincia di Catania e al
10% nella media regionale. La concentrazione della
popolazione nelle aree "urbane" oltre
i 15 mila abitanti è elevata nella regione
in complesso (67,4%); molto elevata nella provincia
catanese (74,6%) e in quella di Palermo (70,4%);
mentre è sensibilmente inferiore nella
provincia di Messina (50,4%), che è caratterizzata
da una quota elevata di popolazione residente
nei centri minori, generalmente deficitari di
servizi superiori e con minore propensione alle
iniziative imprenditoriali, con eccezione dei
piccoli comuni ad alta vocazione turistica.
La popolazione messinese si caratterizza quindi
complessivamente per l'avanzamento dei processi
di sensibilizzazione demografica, come appare
chiaramente dall'indice di vecchiaia (rapporto
tra popolazione in età superiore a 64 anni
e popolazione in età inferiore a 15 anni),
che assume valori del tutto inusitati in Sicilia
(88%, rispetto al 68,5% della media regionale)
e solo di poco inferiori a quelli medi nazionali.
Relativamente alle aree nelle quali e' stato
suddiviso il territorio interessato dal Patto,
notiamo che la zona montana e il litorale tirrenico
(che comprende buona parte di comuni collinari)
sono le zone "più anziane", mentre
l'area industriale e il litorale ionico le più
"giovani". Come atteso, Farea, area
industriale, e' anche la zona con il più
basso indice di dipendenza, denotando dunque una
situazione migliore rispetto alle altre zone.
La situazione occupazionale, pur rimanendo ovunque
allarmante, registra forti difformità a
livello provinciale. A Messina le persone in cerca
di lavoro (dato medio 1995) sono state 66.000.
In termini assoluti si tratta della terza provincia
in Sicilia, e il tasso di disoccupazione (26,4%)
è secondo solo a quello di Enna (32,2%)
e la colloca al 980 posto della graduatoria delle
province italiane in base al tasso di disoccupazione.
Rispetto all'anno precedente il tasso di disoccupazione
è ancora aumentato di mezzo punto percentuale
(era infatti pari al 25,9% nel 1994). La disoccupazione
continua ad essere particolarmente drammatica
per le donne: il tasso di disoccupazione femminile
è infatti superiore di circa 12 punti rispetto
a quello maschile (34,1% contro il 21,9% maschile).
Per contro il tasso di attività che misura
il rapporto tra le forze di lavoro e la popolazione
di età compresa tra i 15 e 70 anni è
meno basso di quello registrato in altre realtà
provinciali siciliane (37,6%) ed è di poco
superiore anche al dato medio delle regioni meridionali. |
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| Il
Settore Agricolo |
| Nel 1995 l'agricoltura
siciliana ha visto incrementare di punto percentuale,
rispetto al 1994, il proprio contributo alla produzione
lorda vendibile italiana, passando dall'8,3% al
9,3%. Questo è stato lo spostamento strutturale
più consistente a livello regionale, ottenuto
grazie ad un incremento della produzione del 20,3%
(secondo solo a quello registrato in Calabria,
+36,1%). L'importanza di questa variazione si
deve leggera anche in funzione del fatto che la
produzione siciliana è fra le più
importanti in Italia: la Sicilia, nel 1995, è
stata la regione del Centro-Sud con il maggior
volume prodotto, ed a livello italiano segue solo
Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.
La struttura della produzione lorda vendibile
siciliana è composta principalmente da
coltivazioni legnose (49,8%), alle quali seguono
poi le coltivazione erbacee (33,5%> e la produzione
zootecnica (16,4%).
La produzione lorda vendibile in provincia di
Messina vede nel comparto frutta e agrumi"
la componente principale con il 31 % del totale:
seguono in ordine di importanza le "patate
e ortaggi" ed il bestiame" con il 18,6%
dei totale: in pratica il 67,2% della produzione
lorda vendibile provinciale è composta
da soli tre comparti, se si aggiungono a queste
le coltivazioni olivicole (5,6% del totale) e
vitivinicole (6,8% del totale) si raggiunge quasi
'80% della produzione lorda vendibile totale.
Il comparto "frutta e agrumi" ha registrato,
rispetto al 1994, un incremento del 22,8%, mentre
le "patate e ortaggi" ed il "bestiame"
sono aumentati rispettivamente del 5,6% e dei
3,7%.
Qualche considerazione merita il settore florovivaistico,
che riveste una particolare importanza specialmente
nello strato di impresa agricole a media-alta
redditività. Facendo un confronto con classi
di dimensione economica e considerando solo le
imprese con una dimensione economica superiore
agli 80 milioni annui, esse rappresentano il 9%
del totale delle imprese agricole provinciali.
Ciò evidenzia una forte caratteristica
"capitai intensive" di questo comparto.
111996 non è stato un buon anno per l'agricoltura
messinese. Dall'indagine dell'Osservatorio Economico
Provinciale di Messina del 1996, emerge un peggioramento
della situazione economico-gestionale che si accompagna
ad una diminuzione sia delle quantità prodotte,
sia del fatturato. Quest'ultimo è stato
in parte sostenuto dalle esportazioni che riguardano,
però solo una minima parte delle aziende.
lì 1997 si apre, invece, all'insegna di
un moderato ottimismo che riguarda principalmente
le variabili più congiunturali come fatturato
ed esportazioni, mentre sul fronte occupazionale
il 1997, così come già il 1996,
si presume sarà un anno di sostanziale
tenuta dei livelli raggiunti dal settore
L'area montana copre la maggior parte dell'area
agricola utilizzata provinciale (il 54%) e in
quest'area si trova il maggior numero di aziende
agricole rispetto alla popolazione residente (25
contro le 10 calcolate per l'intera area del Patto).
Per quel che riguarda gli occupati nell'agricoltura,
partendo dal dato delle giornate di lavoro, è
stato calcolato un indicatore (Unità di
lavoro) ottenuto dividendo il totale delle giornate
di lavoro per 280. L'analisi di questo indicatore
conferma la caratteristica di area agricola della
zona montana. Nell'area montana, infatti troviamo
la quota più elevata di unità di
lavoro sia in valore assoluto (8451 unità
di lavoro, il 37% del totale) che relativamente
alla popolazione dell'area. In particolare in
quest'area le unità di lavoro nell'agricoltura
sono il 10% della popolazione residente, oltre
6 volte il valore rilevato nell'area industriale
messinese, e quasi il doppio di quello della zona
tirrenica. |
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| Il
Turismo |
| Nonostante le potenzialità
naturalistico-culturali dell'isola, la Sicilia
pesa soltanto per l'1,5% sulla bilancia turistica
italiana. Le strutture ricettive dell'isola sono
infatti orientate principalmente verso un turismo
di tipo "economico": e molto forte infatti
la presenza di alberghi medio bassi (62,6% degli
alberghi ha una valutazione di 1-2 stelle) e di
"seconde case".
La Sicilia è la prima regione italiana
per numero di giornate di presenza (68 milioni)
in seconde case, mentre, con 850 esercizi, risulta
la 120 regione italiana in base alla dotazione
alberghiera. In quest'ottica, il fenomeno delle
seconde case sembra svolgere una funzione suppletiva
nei confronti delle inadeguate strutture ricettive.
La provincia di Messina detiene il 22,1% della
dotazione di campeggi siciliani ed il 35,2% di
quella alberghiera: nel complesso a Messina vi
sono 23 campeggi e 299 alberghi con 10.766 stanze
e 20.038 posti letto.
Tali dati indicano come un settore fondamentale
per l'economia provinciale non riesca ad esprimere
tutte le sue potenzialità e come sia necessario
valorizzare e favorire il turismo messinese, puntando
non solo sul fattore balneare, ma anche sui beni
culturali, sull'entroterra montano e su di una
migliore qualità del servizio turistico. |
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| Le
finalità generali perseguite |
Il Patto territoriale Messina Verdemare ha
elaborato una gerarchia degli interessi, che ha
condotto all'individuazione degli indirizzi prioritari
di intervento. Essi definiscono nel loro insieme
lo specifico e primario obiettivo di sviluppo
locale verso il quale è orientato il Patto
territoriale per l'agricoltura delle provincia
di Messina.
In particolare, tale Patto Territoriale presenta
quale obiettivo generale quello di sviluppare
e qualificare, in un ottica di sviluppo integrato.
l'imprenditorialità locale nel settore
agricolo e del turismo rurale, agriturismo e pesca
marittima capaci di garantire sia un mantenimento/incremento
del livello di reddito prodotto che un mantenimento
e incremento dell'occupazione e piena integrazione
con il comparto agroindustriale e del turismo.
In tale ambito le finalità generali del
Patto Territoriale sono descritte come di seguito
riportato:
· realizzare una crescita del settore
agricolo, turistico e della pesca marittima sia
in termini di reddito complessivo prodotto, sia
in termini di reddito pro-capite, attraverso azioni
di sostegno alle iniziative imprenditoriali;
· creare le condizioni di un mantenimento
e crescita occupazionale, stabile e duratura,
nel comparto agricolo;
· realizzare condizioni di attrattività
del capitale di investimento nel settore primario
e terziario del turismo rurale ed agriturismo. |
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| Elenco
dei soggetti coinvolti |
| L'insieme dei soggetti coinvolti è composto
sia dai soggetti pubblici, sia dalle parti sociali
di cui ai punti 1.1.2 e 1.1.3; relativamente ai
soggetti privati, sia per le imprese individuali
che per quelle dotate di personalità giuridica,
si rinvia alle singole relazioni istruttorie. |
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| Obiettivi
del Patto |
Descrizione degli obiettivi individuati
La stipula del Patto territoriale agricolo della
provincia di Messina intende attivare un'articolata
fase di sviluppo che punti su soluzioni che incorporano
i processi agrocolturali e della pesca marittima
in atto. La strategia dello sviluppo locale si
basa sul sostegno all'emersione delle potenzialità
esistenti nei soggetti locali potenzialmente protagonisti.
A riguardo, si rileva come il patto territoriale
per Messina si muove assecondando questa prospettiva
e individuando, di conseguenza, alcuni grandi
settori di intervento legati alla concezione autopropulsiva:
- l'area integrata dello Stretto;
- il disinquinamento ambientale ed il rilancio
produttivo ecocompatibile della zona industriale
tra Milazzo e Villafranca;
- la predisposizione di progetti di sviluppo
e valorizzazione di risorse naturali, di beni
culturali e ambientali in direzione della difesa
dei territorio e del rilancio dei turismo nella
provincia.
- il potenziamento della struttura commerciale
quale fase finale dei processi di produzione del
comparto agricolo e della pesca marittima.
Tale strategia individua un sistema di progetti
tra loro organicamente legati sia sul piano funzionale
che su quello temporale, secondo raccordi e cadenze
che consentono di scaglionare opportunamente le
risorse occorrenti per raggiungere l'obiettivo
di aumentare lo spessore e la diversificazione
del tessuto economico agricolo e della pesca marittima
locale, a difesa e sviluppo della competitività
dei comparti agricolo e turistico sul piano nazionale
ed internazionale, dei livelli occupazionali,
della tutela ambientale.
In questa direzione il Patto territoriale prevede
quale macro obiettivo la valorizzazione ed integrazione
funzionale dei settori primari dell'agricoltura
e della pesca con quello del turismo naturalistico
e marittimo. A tale obiettivo mira la definizione
del piano di rilancio produttivo della Zona Milazzo-Villafranca
Tirrena ed ampliamento a rafforzamento della base
produttiva per i settori in oggetto nella provincia.
Indicazione delle linee di intervento dei principali
contenuti operativi e della loro coerenza con
gli obiettivi
L'analisi delle linee di intervento dei principali
contenuti operativi del Patto mostra una diretta
coesione con la coerenza interna degli obiettivi.
In particolare, la strategia territoriale che
i soggetti promotori hanno individuato è
il risultato di una accurata e stratificata analisi
socioeconomica del territorio provinciale individuato,
dei suoi punti di forza e debolezza, nonché
delle capacità di sviluppo locale. Pertanto,
le linee di intervento dei principali contenuti
operativi che si dispiegheranno con la realizzazione
del Patto, descritte nel sotto indicato paragrafo,
costituiscono i diretti strumenti di attuazione
degli obiettivi di area precedentemente sottolineati. |
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| Le
linee d'intervento |
Le linee di intervento prestabilite dal soggetto
responsabile del Patto territoriale agricolo della
provincia di Messina risultano individuate a completamento
di una attenta azione di concertazione dello sviluppo
locale e risultano pienamente coerenti con la
vocazione del territorio e la normativa comunitaria
di riferimento.
Le linee di intervento individuate dal tavolo
di concertazione quale strategie per lo sviluppo
integrato nel territorio passa per quattro direttrici,
rispettivamente:
- sviluppo e valorizzazione delle ingenti risorse
naturali, ambientali in direzione della difesa
dei territorio del comparto turismo ed attività
collegate;
- integrazione delle aree portuale e cantieristica;
- attuazione del piano di rilancio produttivo
della Zona Milazzo-Villafranca Tirrena ed ampliamento
a rafforzamento della base produttiva nella provincia;
- razionalizzazione delle strutture commerciali
funzionali all'attività agricola e della
pesca marittima.
A tal fine la realizzazione degli obiettivi delineati
nel Patto Messina Verdemare trova riscontro nella
attuazione delle seguenti linee di intervento
specifiche definite per settore economico si possono
così sintetizzare:
1.valorizzazione e diversificazione delle colture
tradizionali dell’area del Patto;
2.azioni per il miglioramento e la diversificazione
produttiva rivolte in particolare ai comparti
del ficodindia, del mandorlo, de nocciolo e delle
colture tropicali e subtropicali:
3.azioni per il miglioramento e la diversificazione
produttiva dell'olivo da mensa e da olio;
4.azioni per il miglioramento delle strutture
di produzioni per il comparto vitivinicolo con
particolare riferimento alle aree DOC, DOCG ed
IGT;
5.interventi per l'agrumicoltura (espianto, miglioramento
delle tecniche irrigue);
6.interventi nel settore bovino ed ovicaprino
(strutture ed attrezzature per il miglioramento
qualitativo della produzione);
7.azioni per i comparti ortofloricolo e vivaistico
(nuovi appezzamenti serricoli e ammodernamento
di quelli esistenti, impianti e materiale vivaistico,
attrezzature per la sterilizzazione del terreno);
8.azioni per la promozione e la commercializzazione
dei prodotti agricoli;
9.ricostruzione boschi deteriorati e relativi
studi e ricerche.
Riguardo al settore del turismo, invece, le linee
d'intervento risultano connesse a:
1. iniziative per il sostegno dell'attività
agrituristica;
2. riqualificazione dell'offerta ricettiva in
chiave di valorizzazione delle bellezze naturalistiche;
3. incrementare l'offerta e destagionalizzare
i flussi turistici relativi alla fascia di segmento
del turismo rurale;
Circa gli interventi per le colture potenzialmente
più produttive necessita che mirati principalmente
al settore del mandorlo, del ficodindia1 del nocciolo
e colture tropicali e subtropicali. A tal fine
il Governo Regionale punta realizzazione di nuovi
impianti dotati dei più avanzati sistemi
di irrigazione migliorare la produzione dal punto
di vista qualitativo e merceologico.
Unitamente a queste colture, tradizionalmente
consolidate, gli interventi mirano anche allo
sviluppo di colture alternative potrebbero sostituire
quelle che incontrano difficoltà ad imporsi
sul mercato interno e internazionale.
Per quanto attiene, invece, alle azioni rivolte
al miglioramento e alla diversificazione produttiva
del settore olivicolo, l'intendimento del piano
di sviluppo mira soprattutto a privilegiare le
olive da tavolo che sembrano avere una maggiore
possibilità di sbocco commerciale. Prevalentemente
rivolti al reimpianta devono essere invece gli
interventi relativi alla viticoltura nelle aree
DOC per migliorare la qualità dei vini
tipici locali presenti nel messinese.
Un settore da rivalutare è quello agrumicolo.
Le iniziative al riguardo dovranno muoversi prevalentemente
verso la riconversione degli agrumeti per ottenere
prodotti più rispondenti alla domanda del
mercato. Nuove prospettive si dovrebbe aprire
anche per il settore zootecnico degli ovini, bovini
e caprini: gli interventi devono privilegiare
l'incremento qualitativo e quantitativo del latte
e suoi derivati. A tal fine si possono realizzare
nuove strutture aziendali per il ricovero degli
animali, per la mungitura, per il trattamento
e la conservazione dei prodotti della caseificazione,
garantendo la loro igienicità e prendendo
iniziative per il riconoscimento della qualità. |
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| Chiarimenti
e precisazioni |
1. Spese in economia nei Patti territoriali
agricoli
Come già chiarito dal Comitato tecnico
dei Patti territoriali e Contratti d'area nella
riunione del 14 aprile 2004, le spese per lavori
in economia relativi a beni realizzati da imprese
agricole sono ammissibili alle agevolazioni in
base ai limiti e ai criteri previsti dalle specifiche
regolamentazioni regionali vigenti nel periodo
di riferimento, ovvero, in loro mancanza, sulla
base delle indicazioni della nota del Ministero
del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione
Economica n. 0016496 del 17 aprile 2001. In particolare,
nel caso in cui la normativa regionale non preveda
alcun limite massimo all'ammissibilità
di tali spese, vale quanto previsto dalla suddetta
nota e, pertanto, l'entità dei lavori realizzati
in economia diretta, non rendicontabili per mezzo
di fattura o documento equipollente, non dovrà
superare il tetto massimo di 75 milioni di lire
(pari a 38.734,27 euro), ovvero, se più
elevato, il 15% dell'investimento ammissibile.
2. Patti territoriali agricoli multiregionali
Nel caso di Patti territoriali agricoli le cui
iniziative siano ubicate in più regioni
la normativa applicabile alle singole iniziative
è quella in vigore nella regione in cui
viene realizzato il programma di investimenti.
3. Spese di accertamento finale nei Patti territoriali
agricoli
Ai sensi della deliberazione CIPE del 22 giugno
2000, n.69, le spese di accertamento finale sull'avvenuta
realizzazione del programma di investimenti sono
ammissibili alle agevolazioni; dette spese possono
essere agevolate nella misura peri al 75% per
le aree obiettivo 1 e al 55% per le altre aree
e non devono essere considerate ai fini della
verifica del raggiungimento dei limiti massimi
previsti dal D.M. del 1 dicembre 1999.
4. Spese ammissibili per le associazioni di produttori
Il D.M. del 01 dicembre 1999 Tabella 3 - Tipologia
A - prevede la concessione di "Aiuti alle
Associazioni di produttori per l'avviamento o
l'estensione dell'attività" tramite
un sostegno rivolto alle spese reali di costruzione
e funzionamento amministrativo, comprese le spese
per il personale assunto. Fermo restando quanto
previsto dallo stesso Decreto interministeriale
riguardo i limiti e le misure dell'agevolazione,
ai fini della individuazione di dette spese occorre
far riferimento a quanto stabilito dal regolamento
CEE 2084/80, che si riporta in allegato. |
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